LA DISOBBEDIENZA COME PRATICA DELLA LIBERTA’. Per la scrittura di una teoria del no. pp. 149 Lulu Editore, 2008 – Euro 12,00
Capitoli: Nuova introduzione - Introduzione del 1986 - Gli idola, della credenza e dell'ideale - L'incantesimo della democrazia, della megamacchina tecnocratica - La libertà e l'uguaglianza, il cibo avariato degli dei - La pedagogia del piacere o della felicità degli automata - I diritti smarriti e la condanna nucleare - La fine del viaggio.
Che significato avrebbero oggi i termini totalitarismo, genocidio e disobbedienza, che io ho citato nel mio testo, se Hannah Arendt (1906-1975) fosse vissuta fino all’alba del nuovo millennio? Quale sarebbe stata la critica di Pasolini (1922-1975) nei confronti dell’utilizzo della televisione commerciale nella competizione elettorale? Quale sarebbe stato il pensiero di Capitini (1899- 1968) che aveva teorizzato una democrazia diretta e la decentralizzazione del potere con spazi non violenti, ragionanti, non menzogneri, di fronte allo strapotere dei nuovi partiti per cui – da destra a sinistra - i civili uccisi in una guerra sono soltanto il doloroso effetto collaterale della stessa?Se Orwell (1903-1950) fosse vissuto fino ai giorni nostri cambierebbe qualche pagina del suo profetico 1984? Forse rimarrebbe stupito che il Grande Fratello, l’icona del controllo oppressivo sulla vita dei cittadini esercitato da un governo autoritario, sarebbe diventata l’icona di un programma cult della televisione commerciale.E Koestler (1905-1983) che denunciò la menzogna, l’inganno e l’autoinganno del comunismo e l’orrore delle purghe staliniane riscriverebbe una nuova versione di Buio a mezzogiorno ambientata nella Russia di Putin? Anche Fromm (1900-1980) probabilmente avrebbe potuto accrescere la sua analisi sull’uomo consumatore e sul consumismo del Progresso così ben descritta in Avere o Essere?, se avesse avuto l’op-portunità di osservare gli eccessi del consumismo caratterizzato dai nuovi mercati di Internet.